Il PdCI della Sardegna si stringe affettuosamente al Segretario Diliberto e alla famiglia per la morte della cara mamma.

Il Partito dei Comunisti Italiani della Sardegna, esprime il proprio cordoglio e si stringe amorevolmente al Segretario nazionale Oliviero Diliberto e alla sua compagna Gabriella, per la scomparsa della cara mamma. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata. Le compagne e i compagni, gli amici, potranno inviare le proprie condoglianze tramite telegramma alla sede nazionale del Partito, Direzione Nazionale Comunisti Italiani, Corso d’Italia 19, 00198, Roma.

Nel 2012 il sito regionale del Pdci raggiunge le 170.000 visite.

E’ un risultato straordinario quello raggiunto dal sito ufficiale del Partito dei Comunisti Italiani della Sardegna, che nel 2012, ha raggiunto oltre 170.000 visite. Gli utenti che hanno raggiunto il nostro sito hanno visualizzato una media di 1.96 pagine visitate per accesso, pari a 410.400 pagine viste.
E’ un risultato gratificante – dice Alessandro Corona Segretario Regionale del Partito – che dimostra l’utilità del sito regionale relativamente alla diffusione delle notizie e delle informazioni. Gran parte di questo ottimo risultato è dipeso dalla integrazione con i social network e dalla grande disponibilità di chi posta le notizie del sito nelle proprie pagine personali. Siamo felici di questo risultato e ringraziamo tutti coloro che hanno visitato il nostro sito e continueranno a farlo.

Difendiamo la sanità pubblica. Martedì 19 assemblea popolare al circolo Gramsci di Cagliari.

Martedì 19 febbraio a partire dalle ore 17.30 presso il Circolo del PRC Antonio Gramsci in Via Doberdò 101 a Cagliari, si terrà un’assemblea pubblica per parlare di difesa della sanità pubblica.

Intervengono: Tore Usala (Segretario nazionale Comitato 16 Novembre), Gisella Trincas (Presidente dell’Associazione Sarda per la Riforma Psichiatrica), Maria Franca Marceddu (medico e candidata per Rivoluzione Civile) e Roberto Gramiccia (Responsabile Nazionale Sanità PRC). Introduce Michela Caria (Segretaria Circolo Gramsci) e coordina Giovannino Deriu (Segretario Federale PRC e candidato per Rivoluzione Civile).

 

 

 

Ben Amara: “Sul lavoro basta chiacchere. Serve concretezza”.

In questa campagna elettorale, tutti i candidati parlano del lavoro, senza spiegarci il vero significato di questo termine monolito, che deve essere scomposto. Il lavoro concerne tutte le attività professionali, comprese quella dello scrittore o dell’artista che “lavorano” alle loro opere. Indica il lavoro asservito dipendente, il lavoro autonomo, il lavoro pericoloso, il lavoro fastidioso e senza interesse per colui che lo subisce; il lavoro nel quale ci si identifica; il lavoro che presuppone una parte di iniziativa e anche di creazione.  Le riforme del lavoro dovrebbero dunque essere esse stesse differenti, a seconda del tipo di lavoro a cui si rivolgono. Per esempio, i pensionati dovrebbero essere precoci per i lavori faticosi, pericolosi, asserviti, ma potrebbero essere differiti, a seconda della richiesta, o a seconda del buon stato intellettivo, nelle professioni che danno soddisfazioni a coloro che le esercitano, così come a coloro che ne beneficiano. Inoltre, la riduzione delle ore settimanali di lavoro deve tener conto della natura del lavoro. Preme segnalare che ciò che vediamo oggi è che l’ipercompetitività dell’era neoliberale porta ad abbassare i costi, accrescere la produttività, razionalizzare il lavoro, sgrassare le aziende o le amministratori, a aumentare precarietà e disoccupazione. Da qui nasce la nuova sofferenza del lavoro, che in Italia, si traduce ogni giorno in ondate di suicidi. Questa sofferenza da lavoro non concerne i soli impieghi precari, si estende soprattutto anche agli impieghi più stabili della competitività generalizzata, comprese le attività definite “a statuto” dei settori protetti. La nuova sofferenza deriva dalla combinazione del primato del profitto degli azionisti, della ricerca costante dei bassi costi che sprona la competitività generalizzata e di un’organizzazione del lavoro meticolosamente sorvegliata e cronometrata, votata alla produttività e al rendimento. Sappiamo bene che la razionalizzazione non è sinonimo di razionalità, ne è l’opposto; diventa irrazionale poiché ha ignorato che l’essere umano, a differenza delle macchine artificiali, non è una macchina banale. Ma lo scatenarsi del capitalismo odierno, e l’incapacità nella quale si trovano i partiti di “sinistra” e i sindacati di porvi un freno, hanno portato a un nuovo sfruttamento fondato sui criteri di redditività, produttività, rendimento, e di competitività – caricatura della concorrenza. Nelle fabbriche, nei cantieri, negli uffici, si è così affermato uno sfruttamento generalizzato, ancora più barbaro quando colpisce gli immigrati, privi di diritti, o tutti coloro che vengono rinviati o sottomessi al lavoro saltuario, quando la precarietà impedisce a coloro che lavorano di formulare la minima rivendicazione. Per noi la grande via delle riforme è quella dell’umanizzazione del lavoro: il riconoscimento del fatto che ogni impiegato o lavoratore possiede un capitale di saperi personale che si ha tutto l’interesse a riconoscere, e del fatto che egli dispone di capacità d’iniziativa. Molti incidenti che causano l’arresto del lavoro sono conseguenti a manovre o a posizioni inadeguate. Il principio dell’uguaglianza uomo/donna è acquisito in Occidente, ma si è inscritto in modo diseguale nella realtà sociale. Rimangono notevoli disparità in materia professionale e salariale, e anche per quanto riguarda la rappresentazione politica. Bisogna rivedere tutto in materia di lavoro: attuare misure più rigorose per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori; riorganizzare dei processi di lavoro, in particolare nei call centers; l’adozione di misure per migliorare la rappresentanza collettiva dei lavoratori e per promuovere il dialogo sociale; far rinascere i mestieri artigianali, mestiere fatti per passione, come l’agricoltura o la viticoltura biologiche, e la creazione di mestieri ricchi di convivialità e di solidarietà. La riforma del lavoro contribuirebbe a quella del modo di vita, come la riforma del modo di vita contribuirebbe a quella del lavoro. (Radhouan Ben Amara, Consigliere Regionale del Pdci)